ottobre 2026
Dilly
La materia perde peso e la luce diventa presenza
Dilly nasce da un gesto leggero e istintivo, da un segno che prende forma nello spazio.
Dilly è il nome di una persona amata. Come spesso accade nel mio lavoro, il progetto custodisce una dimensione intima e personale, trasformando la materia in presenza, memoria, racconto.
Lo sviluppo verticale, sottile e vibrante, evoca il corpo di una figura femminile: una presenza insieme forte e delicata, solida e al tempo stesso eterea. Non è una rappresentazione, ma una tensione sospesa tra equilibrio e movimento.
Il policarbonato è un materiale apparentemente neutro ma, attraverso la tecnica che ho sviluppato negli anni, diventa una trama organica e fluida percorsa dalla luce. La materia perde rigidità e peso, trasformandosi in una struttura trasparente, capace di accogliere e diffondere l’energia luminosa.
La luce non è semplicemente emessa: sembra abitare la materia stessa.
Accesa, Dilly si trasforma in una presenza pulsante che si dissolve e si ricompone continuamente.
Spenta, rivela la propria natura scultorea e l’autonomia plastica del gesto che l’ha generata.
Elemento centrale del progetto è la relazione tra luce e ombra. L’ombra si espande sulla parete come un’estensione dell’opera, amplificandone la dimensione immateriale. L’oggetto non occupa soltanto lo spazio: lo attiva, lo modifica, lo trasforma.
Ogni Dilly è realizzata a mano nel mio laboratorio di Milano.
Ogni gesto è irripetibile, ogni trama differente: non esistono due pezzi uguali. Chi la sceglie riceve una scultura luminosa unica.
Ho scelto di lavorare con Edra perché ho sempre trovato la volontà di accogliere l’unicità, non come eccezione ma come valore, e la capacità di sviluppare idee che superano i confini tradizionali tra arte e progetto. Dilly rappresenta una nuova tappa di questo percorso condiviso: un ulteriore capitolo di una collaborazione fondata sulla fiducia e sulla libertà espressiva.
Dilly è luce, ma è anche corpo: un gesto che diventa presenza.





